Ogni giorno, muovendoci tra le nostre vie, scopriamo tanti segni di un essere quotidiano che non ci piace. Io sono convinto che sia a partire dai comportamenti nelle cose di ogni giorno che possiamo tentare di migliorare la nostra esistenza.
Il nostro esempio, spesso, lo sottovalutiamo.
Spesso sottovalutiamo che le nostre azioni vengono guardate dagli altri, nel bene e nel male, e che esse possono trasmettersi come un virus letale, o come un benefico medicinale.
Per primi dobbiamo chiederci se quello che facciamo è un buon esempio per la nostra comunità e la nostra civiltà. Dobbiamo farlo con intelligenza, con realismo e pragmaticità.
Ma dobbiamo imparare, e questo è davvero difficile, a reagire anche all'inciviltà altrui. Non accettare una scorrettezza stradale è un piccolo grande segno che, ad altri livelli, non accetteremo per cose ben più gravi.
Non è un caso che le civiltà che dimostrano maggiori virtù siano anche quelle che appaiono tali nell'aspetto delle cose più semplici.
Dunque non lasciamoci scoraggiare, non lasciamo che la nostra terra, la nostra casa, possano essere infangate, iniziando noi stessi a mantenere le scarpe pulite.

Claudio G.

venerdì 30 maggio 2008

Svizzera, viaggio nella democrazia diretta

Tutti sappiamo cos'è un referendum e come funziona. Sappiamo bene anche che spesso i referendum sono stati aggirati e di fatto ignorati dai politici, specie quando si vuole togliere privilegi a loro o ai loro amici che li pagano. In Italia i referendum sono una cosa complicata, richiedono un numero considerevole di firme per poter essere presentati, e poi la corte costituzionale può bloccarli. Inoltre sembra che ogni volta che si fa un referendum sia una catastrofe.
Diciamolo, la sovranità ai cittadini è puramente aleatoria, in Italia.
Non è così in Svizzera, dove non solo vige l'istituto del referendum, ma anche quello della legge di iniziativa popolare. Si miei cari lettori, i cittadini concorrono attivamente a determinare le leggi che li governano. E da quelle parti la sovranità popolare è decisamente una cosa molto più seria.
Non ci sono corti nè altre invenzioni che possano impedire quello che dovrebbe essere un diritto di tutti gli uomini: poter decidere il proprio autogoverno.

Nella democrazia diretta, l'istituto delle leggi di iniziativa popolare, sono un fatto che coinvolge un'esperienza a noi sconosciuta, su come i cittadini possono promuovere iniziative che servono al loro paese, e dove la stessa costituzione può essere modificata su istanza di questo tipo, come vedrete nel filmato del servizio che ho realizzato.

Già, perchè il primo Giugno 2008 in Svizzera, e in canton Ticino, è tempo di votazioni.
Nel canton Ticino ci saranno 6 quesiti di iniziativa popolare, che sostanzialmente determinano una buona fetta della politica annuale del cantone e della confederazione. Come si vota, quali i modi di esprimersi, quali i quesiti, e soprattutto come si pone ai cittadini la gestione di se stessi, il vero autogoverno, sono l'oggetto dei questo reportage, per capire, toccando con mano, come funziona la democrazia diretta e lasciare a voi l'esercizio di pensare come attuereste qui, nel nostro Veneto, uno strumento di questo tipo; dove il governo sono tecnici che devono elaborare le leggi come volute dai cittadini, dove il popolo è sovrano e mette in discussione la propaganda di governo, dove i cittadini impongono una riduzione delle tasse, e dove un comune può assumere decisioni che non possono essere messe in discussione neppure dalla corte federale.

Buona visione.